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jeudi 13 juillet 2017

MiL - Messainlatino.it: Un libro per imparare a costruire le chiese cattoliche.

MiL - Messainlatino.it: Un libro per imparare a costruire le chiese cattoliche.

Un libro per imparare a costruire le chiese cattoliche.

 Di solito, i tradizionalisti cattolici, cioè i "nostalgici" della Dottrina e della Liturgia antiche (antiche qui valendo perenni!) si trovano a dover far opera di denuncia degli abusi e degli attentati che i modernisti perpetrano ormai senza ritegno e ad ogni livello nei confronti di Santa Madre Chiesa, in perfetta linea con l'intenzione vaticanosecondista di far cambiare rotta alla Barca di Pietro per mandarla alla deriva, con buona pace dei sostenitori dell'"ermeneutica della continuità", una balla grossa come una montagna smentita giorno per giorno dallo scempio ormai pressoché totale che viene fatto del Depositum Fidei. Ora, se la denuncia puntuale di tale scempio è doverosa, occorre anche continuare a proporre quelle che qui chiamiamo le cose belle, le quali hanno il potere, anche culturale, di ristorare ed elevare l'anima, quotidianamente immersa nell'omogeneo squallore pseudo religioso e laicista che la circonda: squallore nel senso etimologico della parola, dalla radice latina SQUALÈRE essere sordido, figuratamente torrido, deserto.
Uno degli scempi modernisti concerne l'architettura cui è demandata l'edificazione delle chiese, cioè dei templi, e che, dai risultati che si vedono, il Sacro se lo è lasciato alle spalle da un pezzo. Soltanto la vista di certe costruzioni, che dovrebbero rispondere ad esigenze di adorazione, contemplazione e preghiera per una mistica unione fra Cielo e Terra, ha l'effetto di un pugno in un occhio. Per non dire dell'acuto senso di ecumenistica sterilità, spesso dal forte olezzo protestante, che aggredisce chi si azzarda ad entrare in tali scatole del nulla.
Chi scrive, per esempio, ha avuto un'esperienza a dir poco deprimente dapprima guardando e poi entrando nel nuovo accrocco architettonico (definirlo santuario è del tutto fuori luogo) del Divino Amore, un'ampia struttura lugubre e algida, sia esternamente che internamente, destinata alla massificazione dei visitatori nelle grandi occasioni, dalla quale ha sentito di dover subito allontanarsi per rifugiarsi nel piccolo e vetusto ma cattolico santuario in cui l'atmosfera di santità è ancora percepibile, almeno da chi non sia stato irrimediabilmente corrotto dalla demagogia umanitaria che esalta la "dignità della persona" per poi nutrirla con lo squallore (non solo architettonico).
Ecco pertanto che il brano seguente, che è una cosa bella, potrà ristorare ed elevare l'anima. Si tratta di un estratto dal Capitolo "Tempio e cosmo" in Jean Hani, IL SIMBOLISMO DEL TEMPIO CRISTIANO, un testo che, a parere di chi scrive, dovrebbe essere profondamente studiato e perfettamente assimilato, pregando e digiunando a lungo, da chiunque intenda cimentarsi nell'edificazione di un edificio sacro, ovvero di un templum, di un tèmenos: recinto, luogo separato dedicato alla Divinità.